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Principalmente tali critiche riguardano le presunte violazioni di alcune leggi, le quote di ricavi da concessioni pubblicitarie, l'informazione giornalistica, la qualità dei programmi trasmessi, i diritti televisivi, la gestione dei rapporti con la concorrenza televisiva e mediatica in generale e le censure degli anime. La legge non prevedeva - ma nemmeno escludeva - la possibilità per i privati di interconnettere i propri ripetitori situati in regioni diverse in modo da poter trasmettere lo stesso programma in tutto il territorio nazionale.

La sentenza n. La creazione di un gruppo di canali televisivi nazionali si era rivelata di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte che già dal n.

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Un tema ripreso anche dal più seguente pronunciamento del , dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere a un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati delle frequenze via etere a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall' articolo 21 della Costituzione. Difatti, dopo le denunce della RAI e dell'associazione delle emittenti locali ANTI avvenute nel , le reti Fininvest erano state oscurate contemporaneamente il 16 ottobre per quattro giorni in tre regioni d'Italia, a seguito della disposizione dei pretori di Torino , Roma e Pescara , secondo i quali il sistema di interconnessione simultanea regionale a mezzo di videocassette violava sia l'art.

La diffusione dei programmi, tuttavia, avveniva con l'escamotage di una minima differita tra ogni regione comprovando che ciascuna emittente locale trasmetteva autonomamente secondo le norme allora vigenti. La posizione di Rete 4 era differente per via di una serie di altre vicende politico-giudiziarie nota come Lodo Rete 4. Una volta effettuata l'acquisizione da parte di Fininvest nel , venne avviata una trattativa per la cessione a Callisto Tanzi , già operante nel settore. Sfumata l'operazione, la Corte Costituzionale nel , giudica anticostituzionale la concessione di tre reti analogiche nazionali a un unico soggetto privato, in quanto in violazione dell' articolo 21 della Costituzione Italiana.

Nel , l'imprenditore Francesco Di Stefano , già operante nel settore con la syndication Italia 7 , decise di creare una televisione nazionale partecipando alla gara pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive nazionali, prevista dalla Legge Maccanico del Europa 7 per poter avere le frequenze di cui aveva diritto per poter iniziare le trasmissioni, avrebbe dovuto attendere l'emissione del piano di assegnazione delle stesse.

Nel una nuova sentenza della Consulta conferma la violazione della legge in atto fissando il termine ultimo della diffusione del segnale al termine del , ma a dicembre di quell'anno il governo guidato dallo stesso Silvio Berlusconi approva un nuovo decreto legge per consentirne di prorogare la diffusione analogica per Rete 4; contemporaneamente le reti iniziano a trasmettere anche in digitale terrestre , una nuova tecnologia di trasmissione che nel corso degli anni successivi avrebbe sostituito progressivamente il sistema analogico.

Con la definizione della Legge Gasparri nel per il riordino del sistema radiotelevisivo, viene definitivamente svincolata la diffusione di Rete 4 in via analogica terrestre, in trasmissione simultanea digitale terrestre, fino al passaggio definitivo in sola tecnica digitale switch off , fissato dal precedente governo entro la fine del poi prorogato al , seguendo la direttiva dell' UE , seppure in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.

La legge Gasparri viene tuttavia contestata nel luglio dall' Unione europea avviando una procedura d'infrazione e sollecitando il governo italiano a modificarla in più punti; difatti secondo la Corte di giustizia dell'Unione Europea, il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva viene decretato contrario al diritto comunitario. Allo stesso tempo, rispettando il programma ministeriale di switch-over su base regionale, inizia il passaggio a diffusione interamente digitale di Rete 4 conclusosi nel Il Consiglio di Stato , nel , conferma come lecita la momentanea attività di diffusione televisiva dell'emittente in ambito analogico ma, allo stesso tempo, richiama esplicitamente il ministero a rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Europa 7 intesa all'attribuzione delle frequenze, sulla base della sentenza europea.

Alle fine del il ministero attribuisce definitivamente le frequenze a Europa 7 e agli inizi dell'anno successivo il Consiglio di Stato accorda un risarcimento economico all'emittente. A seguito della delibera dell' Agcom sulle nuove frequenze digitali disponibili, la procedura d'infrazione aperta dall' Unione europea contro la legge Gasparri viene quindi sospesa nel Un'altra critica mossa nei confronti di Mediaset riguarda la politica relativa ai prodotti di animazione , soprattutto l' animazione giapponese.

Molto spesso Mediaset è stata accusata di aver censurato i contenuti, i dialoghi e le immagini di alcune serie stravolgendone il significato, perché ritenute inadatte. Gli accusatori sostengono invece che la mancanza di motivazione di alcuni tagli porta a pensare che Mediaset abbia collaborato volontariamente con il MOIGE o cercato di adattare le opere ad un target diverso dall'originale, per poter migliorare l'audience. In altre occasioni Mediaset è stata accusata di aver stravolto il significato di una serie per scopi commerciali.

Lo stesso discorso è valido per le due serie Holly e Benji, due fuoriclasse e Palla al centro per Rudy.

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Da diverse parti Mediaset è stata accusata di inserire nel palinsesto quantità eccessive e sempre crescenti di pubblicità, a volte ricorrendo ad artifizi. Un esempio è il fatto che TGcom , è considerato da Mediaset un programma autonomo simile ad un telegiornale piuttosto che una pubblicità inserita all'interno di altri programmi. Forte di questa interpretazione, Mediaset ha più volte aggirato la normativa vigente e interrotto una trasmissione per trasmettere pubblicità seguita dal TGcom e poi da un ulteriore stacco pubblicitario anziché con la ripresa del programma.

L'autorità garante delle comunicazioni ha già condannato più volte questo atteggiamento. Nel un telespettatore fece causa a Mediaset a causa del numero di spot giudicato intollerabile trasmessi durante le semifinali di Champions League. Nel novembre Mediaset fu multata di All'inizio degli anni duemila, con il passaggio di responsabile da Alessandra Valeri Manera a Fabrizio Margaria scomparvero tutti i contenitori di cartoni animati, ideati da Alessandra Valeri Manera con grande disappunto degli affezionati, per fare spazio a: Friends for Fun dal al Il giardino dei girasoli un programma di circa 90 secondi secondo alcuni uno spot mascherato che reclamizzava prodotti per bambini e ragazzi.

Diverse volte andarono anche in onda videosigle dalla durata di soli 10 secondi, giusto il tempo di mostrare il titolo del cartone. Da notare che Luca Tiraboschi , quando era, già dal maggio , direttore di Italia 1 , inizialmente voleva sopprimere le sigle lasciando un cartello con il titolo del cartone e dell'episodio, ma siccome l'idea non era condivisa da tutti anche perché l'etichetta discografica del gruppo, la RTI Music, non avrebbe più commercializzato i dischi con le versioni complete , si è giunti al compromesso delle sigle più brevi. Più vecchia ancora risale la sfumatura delle sigle di coda dopo qualche secondo, attuata già dal al all'interno di Game Boat su Rete 4 , impedendo totalmente o parzialmente la lettura completa dei titoli di coda in alcune serie i titoli di coda non iniziavano a scorrere immediatamente, ma dopo alcuni secondi dall'inizio della videosigla.


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Nel Mediaset ha fatto causa a YouTube per violazione dei diritti d'autore richiedendo milioni di euro di risarcimento. Secondo Mediaset, alla luce dei contatti rilevati e vista la quantità dei documenti presenti illecitamente sul sito, è possibile stabilire che le tre reti televisive italiane del Gruppo abbiano perduto Alcuni hanno visto in questo atteggiamento una volontà di censura, ma Mediaset si è difesa affermando di aver cercato più volte un dialogo con YouTube e con il suo proprietario Google senza mai ottenere risposta, vedendosi costretta a ricorrere alle vie legali.

In Spagna è successa quasi la stessa cosa: Telecinco ha vinto una causa contro il portale ottenendo la rimozione dei video non autorizzati ma non il risarcimento economico. Alcuni esponenti del centro-sinistra hanno accusato alcune delle trasmissioni di informazione di Mediaset, su tutte il TG4 , ma solo nei riguardi di Emilio Fede e non degli altri giornalisti che non mostrano il suo grado di faziosità, e in parte anche Matrix [72]. In più occasioni le emittenti del gruppo in particolare Rete 4 e Italia 1 sono state multate per violazione della legge sulla par condicio.


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  7. Il 9 febbraio , in occasione della morte di Eluana Englaro , la rete ammiraglia Canale 5 ha mantenuto la programmazione invariata con la messa in onda del Grande Fratello 9 a differenza della Rai in cui fu solo Rai 2 a mantenere invariata la programmazione trasmettendo X Factor , nonostante le richieste di Enrico Mentana per Matrix e del TG5 di trasmettere uno speciale sul caso. La rete del gruppo preposta a tale approfondimento giornalistico, in prima serata, è stata Rete 4 terza rete del gruppo con uno speciale condotto dal direttore della testata Emilio Fede.

    La sera stessa Mentana, attraverso un comunicato stampa, ha annunciato per protesta le sue dimissioni dalla carica di direttore editoriale di Mediaset, accusando il suo editore di pensare solo e unicamente all'auditel e di ignorare l'aspetto fondamentale della televisione come mezzo di informazione [73] [74]. Mediaset è criticata dagli addetti ai lavori poiché si sono verificati casi in cui è mancata la comunicazione diretta agli attori e ai membri della troupe della decisione o anche solo della possibilità di sospendere la serie.

    Nel caso del già citato Crimini bianchi molti membri dei cast si sono lamentati di aver saputo della perdita del lavoro solo all'annuncio stampa. Ad inizio del ha molto risalto sui media il caso di Mike Bongiorno , volto storico del network fin dalla sua nascita. Infatti il contratto di Bongiorno scadeva alla fine del e lo stesso conduttore aspettava un rinnovo che in 30 anni era sempre arrivato puntuale e in automatico. Durante la trasmissione di Rai 3 Che tempo che fa di Fabio Fazio , Bongiorno si è detto duramente amareggiato per il modo in cui è stato trattato e del fatto che nessuno per mesi neanche il suo grande amico Silvio Berlusconi avesse risposto alle sue telefonate.

    Sempre nel dopo il caso Mentana, che è stato allontanato da Matrix dopo le sue dimissioni, l'azienda, dopo la sentenza di reintegro di Enrico Mentana , si è rifiutata di applicare la sentenza fino a un accordo di separazione consensuale tra Enrico Mentana e Mediaset. Come risulta dai dati del sito Mediaset [77] , l'azienda negli ultimi anni ha proceduto ad una serie di licenziamenti del personale che hanno ridotto il numero dei dipendenti a poco più di unità 4. Oltre ad aver licenziato dipendenti la crisi in cui versa l'azienda l'ha anche costretta a chiudere diverse sedi romane tra le quali, nel , quella di Via Aurelia Antica che aveva aperto nel , e che contava oltre dipendenti.

    Questo drastico ridimensionamento di un terzo del personale e la netta localizzazione milanese hanno riportato l'azienda ai suoi originali limiti di piccola azienda regionale a conduzione familiare determinandone il crollo nella classifica dei media europei Classifica Thomson Reuters Extel. La principale critica alla tv spagnola Telecinco , rivolta fin dalla nascita e mai sopita, è stata quella di proporre la telebasura , cioè una programmazione di qualità scadente e di carattere popolare atta principalmente a conseguire grandi ascolti. Anche in Italia trasmissioni come Uomini e donne , Domenica Live e Pomeriggio Cinque , ma soprattutto il Grande Fratello e L'isola dei famosi , più alcuni talk show anche politici proposti dalle emittenti del gruppo, sono state più volte indicate dagli opinionisti come televisione spazzatura ed attaccate anche dalle associazioni di psicologi perché propongono al pubblico talvolta giovanile esempi distorti e disapprovabili della vita.

    Criticata è anche la costante presenza nei programmi di ballerine poco vestite e di personaggi privi di qualifica scelti solo a causa del loro gradevole aspetto fisico. Mediaset si è più volte difesa affermando che il fatto stesso che i programmi facciano grandi ascolti significa che il pubblico apprezza, ma altri obiettano che questo successo è dovuto principalmente al grande battage pubblicitario che le emittenti fanno ai propri programmi.

    Da più parti Mediaset è stata accusata di decidere i propri palinsesti unicamente in base al desiderio di contrapporsi alle scelte della Rai. Mediaset ha infatti in più occasioni spostato i propri programmi più visti per rivaleggiare con programmi più forti della Rai. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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    Questa voce o sezione sugli argomenti televisione e Italia è ritenuta da controllare. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Marco Giordani , direttore finanziario Giuliano Adreani , presidente Publitalia ' URL consultato il 22 febbraio URL consultato il 19 giugno Nuovo scontro con Vivendi , su repubblica. URL consultato il 9 settembre URL consultato il 24 marzo URL consultato il 2 marzo archiviato dall' url originale il 2 marzo URL consultato il 21 febbraio archiviato dall' url originale il 6 luglio URL consultato il 22 febbraio archiviato dall' url originale il 6 luglio URL consultato il 14 dicembre Biscione in rosso per mln nel , in Repubblica.

    URL consultato il 21 aprile Ritorno all'utile già nel , in ilGiornale. URL consultato il 10 gennaio URL consultato il 30 maggio URL consultato il 20 settembre URL consultato il 22 dicembre URL consultato l'8 settembre URL consultato il 4 luglio URL consultato il 21 febbraio URL consultato il 19 gennaio URL consultato il 21 dicembre URL consultato il 13 gennaio URL consultato l'8 gennaio